Gandhi, noto uomo politico indiano, nel suo libro "Regime e riforma alimentare", afferma: "Per liberarsi da una malattia, occorre sopprimere l’uso del fuoco nella preparazione del pranzo".

Albert Mosséri

Albert Mosséri
"La pratica dell’igienismo così come io la pratico oggi è venuta per gradi; ho dovuto percorrere numerose tappe, in quanto avevo bisogno di cercare il regime adeguato, le buone idee, cosa non facile. E una volta trovate le soluzioni, le tentazioni esterne e interne sono talmente forti che le cose trovate non si possono applicare a primo colpo. Furono necessari anni e anni di lavoro per poter praticare l'igienismo puro...."

A R C H I V I O

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Piu' impariamo le leggi della natura che regolano e governano la nostra salute, meno dobbiamo temere il distruttivo attacco della malattia. A. Ehret

Il digiuno nelle malattie acute



Malattie acute

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Nelle malattie acute non è rara l’inappetenza attraverso la quale l’organismo stesso segnala l’opportunità del digiuno. In queste patologie il digiuno non intensifica i processi eufisiologici, già intensi di per sé, ma li regolarizza, in modo che non siano troppo violenti o dolorosi e quindi difficilmente sopportabili. Il digiuno fa sì che i segni infiammatori si risolvano, la febbre non raggiunga punte alte, che i dolori si attenuino e non di rado scompaiano e in modo simile agisce sugli altri sintomi: le secrezioni anomale regrediscono, la tosse si attenua, la diarrea scompare rapidamente, gli ascessi si aprono all’esterno o si riassorbono.
La spiegazione di questi fenomeni risiede probabilmente nel fatto che, essendo durante il digiuno attivati tutti i processi eufisiologici e intensificate tutte le vie di eliminazione, non avviene che alcune funzioni siano eccessivamente impegnate: il corpo si trova nella condizione ideale per integrare e armonizzare ogni reazione e pertanto i sintomi si attenuano come si attenua l’impeto della corrente di un fiume quando si aprono canali collaterali.
Nelle patologie acute è in genere sufficiente un digiuno di durata variabile dai tre giorni ad una settimana.
In alcuni casi (condizioni generali scadute, soggetti magri, troppo giovani o troppo anziani, donne in gravidanza ecc.) può essere preferibile al digiuno assoluto un digiuno attenuato o una dieta depurativa.
Se i sintomi sono molto intensi si potranno somministrare blandi rimedi, come infusi, decotti, ecc.)
I criteri validi per le malattie acute lo sono anche per ottenere la remissione di riacutizzazioni spontanee di malattie croniche.
Quando si fa digiunare un soggetto affetto da patologia cronica non in fase acuta è meglio che il digiuno si inizi progressivamente, proprio per evitare una brusca riacutizzazione, indotta dal digiuno stesso, che potrebbe mettere in crisi il paziente; quando la riacutizzazione si è presentata spontaneamente è meglio viceversa iniziare immediatamente( se le condizioni generali lo permettono) un digiuno assoluto, che attenuerà più rapidamente i sintomi.


Apparato respiratorio
Raffreddore, laringite, sinusite, forme influenzali, in una visione naturopatica non sono imputabili interamente al freddo (fattore secondario, scatenante) e tantomeno a virus o batteri (fattori che agiscono solo se l’organismo ha già subito una riduzione delle sue capacità difensive) ma ad accumuli tossici e squilibri determinati o aggravati dall’alimentazione eccessiva (ricordiamo a questo punto che, secondo i ritmi naturali, la stagione fredda dovrebbe essere caratterizzata da una attività ridotta ma anche da un ridotto apporto alimentare)
Come sappiamo i vari sintomi( febbre, secrezione di muco e pus dalle vie respiratorie, tosse ed espettorato) sono espressione dell’attività eufisiologica, e pertanto non vanno soppressi con farmaci: il riposo, il caldo, pochi giorni di digiuno completo o attenuato o semplicemente di dieta ridotta( a seconda dell’età, delle condizioni generali e di altri fattori individuali), mettono l’organismo nelle condizioni migliori per guarire spontaneamente.
La malattia allora non sarà arrestata ed inibita dai farmaci sintomatici (analgesici, antinfiammatori, antipiretici, antistaminici, sedativi della tosse) e completerà il suo processo di restauro: potrà durare qualche giorno in più, ma quando verrà meno, la guarigione sarà reale e associata ad uno stato di salute più alto rispetto a quello antecedente all’insorgere della sintomatologia.


Allergie respiratorie
Tutte le forme allergiche dell’apparato respiratorio( pollinosi, raffreddore da fieno, allergie varie) attenuano la loro sintomatologia con pochi giorni di digiuno completo o attenuato.
Le allergie ricorrenti, stagionali, possono essere prevenute con un digiuno che preceda di due tre settimane l’abituale periodo di insorgenza.



Apparato digerente
In tutti i casi di disturbi improvvisi a carico dell’apparato digerente, un digiuno completo o attenuato o semplicemente una dieta saranno quasi sempre in grado di far regredire la sintomatologia.
Per l’acidità e bruciori di stomaco è sufficiente una dieta correttamente associate; in modo simile si comportano le dispepsie e i disturbi digestivi; la diarrea si arresta con uno -due giorni di digiuno completo.
Nelle infiammazioni acute del tratto intestinale (ad es. appendicite) può essere utile un digiuno completo di tre - quattro giorni associato eventualmente ad applicazioni locali di argilla. I digiuni attenuati o le diete ricche di fibre possono essere in questo caso controproducenti, perché, stimolando la peristalsi intestinale, possono esacerbare l’infiammazione.


Pelle
Acne, foruncoli, ascessi cutanei presentano una evoluzione più rapida col digiuno; ancor più tutti i segni cutanei legati ad allergie alimentari.


Apparato locomotore
L’andamento di artriti, borsiti, tendiniti trae benefici in modo particolare dal digiuno associato ad impacchi di argilla.
In modo simile evolvono gli attacchi di gotta, le riacutizzazioni di forme artritiche croniche, di artrite reumatoide, di artrosi.