Gandhi, noto uomo politico indiano, nel suo libro "Regime e riforma alimentare", afferma: "Per liberarsi da una malattia, occorre sopprimere l’uso del fuoco nella preparazione del pranzo".

Albert Mosséri

Albert Mosséri
"La pratica dell’igienismo così come io la pratico oggi è venuta per gradi; ho dovuto percorrere numerose tappe, in quanto avevo bisogno di cercare il regime adeguato, le buone idee, cosa non facile. E una volta trovate le soluzioni, le tentazioni esterne e interne sono talmente forti che le cose trovate non si possono applicare a primo colpo. Furono necessari anni e anni di lavoro per poter praticare l'igienismo puro...."

A R C H I V I O

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Piu' impariamo le leggi della natura che regolano e governano la nostra salute, meno dobbiamo temere il distruttivo attacco della malattia. A. Ehret

Quanto deve durare il digiuno?



La durata del digiuno terapeutico



La durata ideale di un digiuno è un parametro che può essere stabilito solo individualmente, tenendo conto di numerosi fattori: patologia, entità delle riserve, condizioni generali, aspetti psicologici e altri fattori contingenti.

1)    Fase depurativa dei liquidi circolanti (sangue e linfa). Si svolge all’incirca nell’arco della prima settimana, con l’iniziale aumento dei processi di eliminazione.

2)    Fase depurativa tessutale. Avviene nella seconda settimana e nella terza, ed è caratterizzata dal miglioramento dei tessuti con il protrarsi dell’intensa eliminazione.

3)    Fase dei cambiamenti organici. Si attiva dalla seconda settimana, continua e si intensifica nelle successive, per tutto il periodo del digiuno terapeutico.
E’ caratterizzata dai profondi cambiamenti protoplasmatici comportati dall’attivazione del sistema immunitario che determina, fra l’altro l’autolisi di rigenerazione e di difesa. Mentre un digiuno di una settimana é sufficiente come misura igienica e in caso di malattie acute (digiuno depurativo dei liquidi), per ottenere benefici significativi in forme patologiche croniche é necessario protrarre il digiuno fino alla seconda (digiuno depurativo tessutale) e alla terza settimana (digiuno dei cambiamenti organici) nelle forme degenerative.

Tre settimane di digiuno sono da considerare il periodo minimo adeguato per ottenere profondi cambiamenti  a livello cellulare. Spesso, per vari motivi, non è possibile effettuare digiuni così lunghi: in questi casi si può sostituire ad un unico lungo digiuno una serie di digiuni successivi. In alcuni casi è possibile o addirittura consigliabile sostituire al digiuno completo il digiuno attenuato.