Gandhi, noto uomo politico indiano, nel suo libro "Regime e riforma alimentare", afferma: "Per liberarsi da una malattia, occorre sopprimere l’uso del fuoco nella preparazione del pranzo".

Albert Mosséri

Albert Mosséri
"La pratica dell’igienismo così come io la pratico oggi è venuta per gradi; ho dovuto percorrere numerose tappe, in quanto avevo bisogno di cercare il regime adeguato, le buone idee, cosa non facile. E una volta trovate le soluzioni, le tentazioni esterne e interne sono talmente forti che le cose trovate non si possono applicare a primo colpo. Furono necessari anni e anni di lavoro per poter praticare l'igienismo puro...."

A R C H I V I O

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Piu' impariamo le leggi della natura che regolano e governano la nostra salute, meno dobbiamo temere il distruttivo attacco della malattia. A. Ehret

Azione del digiuno


Cosa accade quando ci si astiene dal cibo?

In alcuni testi l’azione del digiuno è stata paragonata a quella di un intervento chirurgico e questo, per alcuni aspetti, puo’ essere giustificato. 

Tuttavia è bene rendersi conto delle differenze nei risultati e negli atteggiamenti richiesti: il digiuno è un processo naturale i cui risultati non sono mai del tutto prevedibili e quantificabili ed inoltre non lo si deve considerare come un atto risolutivo in se’, che elimini il problema una volta per tutte e definitivamente.
Se questo atteggiamento è spesso tutt’altro che giustificato anche in chi subisce un intervento chirurgico, perche’ è sempre presente il rischio di recidive, di effetti secondari, è bene che esso sia assente in chi affronta col digiuno questa, e qualunque altra, patologia. 

Non si deve dimenticare che nel corso del digiuno non è la volonta’ umana a dirigere i processi riparativi e a determinarne l’intensita’, ma il corpo stesso, ed essi potrebbero anche orientarsi in una direzione imprevista, della cui necessita’ non si e’ neppure consapevoli.

Diciamo questo per far comprendere che il digiuno è adatto solo a chi ha un orientamento salutista ed igienista, rifiuta l’intervento perché lo ritiene una menomazione dell’integrita’ del proprio corpo; è convinto degli effetti benefici del digiuno a livello generale e lo intraprende in prima istanza per questo sapendo che le remissioni di una specifica patologia ne sono solo effetti secondari che si succedono secondo le reali necessita’ organiche e non secondo la volonta’ o le aspettative: pertanto non sono programmabili e solo in parte prevedibili; è disposta ad inserire il digiuno in una prospettiva di cambiamento, anche radicale.

Viceversa sappia che il digiuno non fa per lui chi pensa che il modello di vita seguito non abbia nulla a che fare con le malattie.

Anche se non tutto è chiaro e definibile, il processo logico fondamentale appare il seguente. Teniamo presente prima di tutto che la struttura corporea si regge su due attività meccaniche in equilibrio: anabolismo (costruzione) e catabolismo (distruzione di. materia organica). Insieme formano il metabolismo. L’attività catabolica produce continuamente scorie, che vengono eliminate attraverso gli organi escretori (reni, intestino, le, vie respiratorie).

Ricordiamo anche che, in ogni organismo vivente, all’assunzione di cibo segue la digestione di esso, poi l’assimilazione, infine l’eliminazione dei rifiuti. Man mano che ci si allontana dal pasto l’assimilazione diminuisce e subentra e poi prevale la fase di eliminazione. Nel momento che si assume un nuovo pasto la fase eliminatoria si arresta o rallenta perché l’energia viene captata dai processi digestivi. 

Ora l’energia assorbita dalle attività di digestione e assimilazione è molto grande. (E’ stato calcolato che essa costituisce il maggior dispendio di energie in un uomo sedentalio). L’energia a disposizione delle attività depurative non riesce, in generead eliminare tutte le scorie prodotte dall’attività catabolica e digestiva; ed esse si accumulano producendo tossiemia. E ciò soprattutto oggigiorno che conduciamo una vita innaturale in ambienti inquinati. 

Durante un digiuno, cessando la digestione e assimilazione del cibo, tutta l’attività dell'organismo è devoluta allo smaltimento dei rifiuti, la fase elimiflativa cioè può continuare ininterrottamente.
Il tubo digerente non più impegnato nell'assimilazione si trasforma in struttura adibita esclusivamente allo smaItimento.

Tutta l’energia si trasferisce agli organi escretori e viene impiegata anche per la riparazione di lesioni o danni dei tessuti. In questo modo liberi da un certo tipo di lavoro gli organi e i processi vitali sono in grado di farne un altro. 

Il digiuno dunque non è una cura, ma una condizione che lascia libere le forze rigeneratrici della natura di agire.