Gandhi, noto uomo politico indiano, nel suo libro "Regime e riforma alimentare", afferma: "Per liberarsi da una malattia, occorre sopprimere l’uso del fuoco nella preparazione del pranzo".

Albert Mosséri

Albert Mosséri
"La pratica dell’igienismo così come io la pratico oggi è venuta per gradi; ho dovuto percorrere numerose tappe, in quanto avevo bisogno di cercare il regime adeguato, le buone idee, cosa non facile. E una volta trovate le soluzioni, le tentazioni esterne e interne sono talmente forti che le cose trovate non si possono applicare a primo colpo. Furono necessari anni e anni di lavoro per poter praticare l'igienismo puro...."

A R C H I V I O

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Piu' impariamo le leggi della natura che regolano e governano la nostra salute, meno dobbiamo temere il distruttivo attacco della malattia. A. Ehret

La fame



La Fame



Nei primi due tre giorni di digiuno la fame viene in genere avvertita con intensitá variabile: è questa la fase iniziale di transizione, in cui il corpo avverte il brusco cambiamento e non é ancora avvenuto l’adattamento alla nuova condizione fisiologica. 

Nei giorni successivi la fame tende in genere a scemare e a scomparire del tutto e sono rarissimi i digiunanti che affermano di continuare ad avvertirla in modo intenso e costante.
In soggetti che hanno un rapporto problematico col cibo puó permanere un senso di mancanza, di vuoto, espressione di dipendenza psichica che non puo’ definirsi fame, tanto piú che spesso é associata a disgusto e repulsione per gli alimenti: piuttosto si avvertono le carenze interiori, le insoddisfazioni, le frustrazioni che prima venivano nascoste e sedate dal cibo il quale spesso svolge in modo rilevante un ruolo suppletivo, mai del tutto assente.
Questo spiega come in molti digiunanti, pur in assenza di desiderio di cibo e di altri segni psichici di dipendenza, il cibo diventi tema di sogni e fantasticherie o l’argomento di conversazione.

È importante riflettere ed elaborare questi aspetti psichici per raggiungere un rapporto piu’ equilibrato col cibo e durante i digiuni di gruppo sono fondamentali a questo fine gli incontri sul vissuto dell’esperienza.
La vera fame viene cosí descritta: é una sensazione piacevole, si sente in bocca acquolina e non é collegata a sensazioni moleste come crampi allo stomaco, senso di vuoto, languore ecc…; non é legata a voglie particolari o strane ed aumenta col passare del tempo.
La falsa fame è invece caratterizzata da malesseri, voglie, ed é in genere fugace. Un criterio per distinguere la vera dalla falsa fame secondo alcuni igienisti sarebbe quello di attendere una o due ore prima di soddisfarla.